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Il 21 febbraio l’Italia ha scoperto di avere un ospite non gradito: l’ormai famoso Covid-19. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228)

Da quella data, ogni giorno ha portato con sé incertezze, dubbi e paura. Questo nemico invisibile, di cui non si conosce ancora molto, che non si è in grado di controllare, sta gettando nella paura sempre più persone, creando dei problemi a livello psicofisico ( https://www.michelacampanella.it/stress-ed-i-sintomi-dellansia/)

Se all’inizio, sembrava eccessivo preoccuparsi e le notizie venivano accolte con un certo scetticismo o banalizzazione, adesso la situazione si sta svelando in tutta la sua drammaticità.

I timori non sono solo legati alla salute ma anche alle ripercussioni economiche, che inevitabilmente tutti stiamo subendo.

In uno scenario come questo, dove i dubbi senza risposta, sono ancora troppi, può essere difficile mantenere il proprio equilibrio emotivo, ed è ora che diventa necessario coltivare una qualità essenziale: la Resilienza.

La Resilienza

La resilienza è un processo continuo, che permette di creare forza dalla debolezza, di costruire nuove competenze e abilità, di trovare nuovi significati e  riscoprire obiettivi. La resilienza possiede in sé la forza della flessibilità.

Essere resilienti non significa essere rigidi, perché la natura insegna che elementi duri e forti all’apparenza, possono rompersi in mille pezzi. Il diamante può rompersi al minimo urto, se toccato nel punto giusto.

La resilienza permette di affrontare situazioni stressanti e dolorose, trasformando le prove in opportunità. Non solo la prova viene superata, ma si riesce ad uscirne migliorati e rinforzati.

In una situazione come quella attuale è essenziale sviluppare la propria resilienza. Questa caratteristica importante non viene data in dono, ma è possibile apprenderla.

Di seguito voglio elencarti alcuni stratagemmi, che se messi in atto, ti aiuteranno a diventare flessibile come una canna di bambu’. Questa pianta è capace di flettersi davanti alla tempesta, ma è pronta a raddrizzarsi e fiorire in modo rigoglioso, una volta che è cessata.

Di seguito i 4 stratagemmi per diventare maggiormente resiliente:

  • Evita di cercare la certezza e la sicurezza a tutti i costi. L’attenzione che metti per prevedere le difficoltà, ti rende fragile agli imprevisti. Se non tolleri un po’ di incertezza sarai più soggetto a provare ansia. Nella tua vita allenati a tollerare l’incertezza. Ad esempio: organizza una gita senza controllare in anticipo il tempo, se hai un dubbio cerca di risolverlo da solo senza chiedere subito aiuto, ascolta un solo telegiornale al giorno e così via.

  • Individua le tue inclinazioni, i tuoi talenti, le tue capacità e coltivale, potenziandole. Contemporaneamente però, inserisci un elemento opposto. Se ad esempio, sei una persona con delle spiccate doti organizzative, buone capacità di analisi e osservazione, inserisci un tocco di creatività. Potrebbe essere un hobby che lascia spazio al tuo intuito, oppure potresti inserire nelle tue giornate un piccolo errore, qualcosa di lasciato al ‘caso’.

  •  Poniti sempre nuovi obiettivi, nuove sfide da raggiungere. Prima o poi la vita chiederà il conto e ti metterà davanti delle sfide, che potrebbero sembrarti insormontabili. Solo l’allenamento continuo a superare piccole e grandi sfide, ti permetterà di sviluppare autostima e autoefficacia. Piccole mete che mantengono allenato il tuo spirito combattivo: imparare una nuova lingua, raggiungere un nuovo traguardo sul lavoro, fare un viaggio che rimandi da tempo, ecc

  • Accogli il bello. Addestrati a osservare ciò che di bello accade attorno a te. Piccoli gesti, attività piacevoli, l’arte in tutte le sue sfumature, sono occasioni per non dimenticare il positivo, anche in mezzo alla sofferenza. La bellezza, ci permette di diventare morbidi.

Appare evidente che resilienti non si nasce, ma si diventa. Allenandoti ogni giorno, affinando le tue abilità nel modo sopra indicato, avrai la possibilità di fronteggiare le difficoltà ed i problemi con tenacia, senza farti sopraffare.

La resilienza non permette solo di opporsi agli eventi negativi ma offre la possibilità di rileggere gli eventi in modo costruttivo. Permette di attribuire un significato differente a ciò che ci accade, di dargli un senso.

Ad esempio, è stato visto che persone le quali hanno prestato assistenza ad ammalati in fase terminale, hanno superato meglio la situazione di forte stress nel momento in cui hanno riletto l’evento in termini costruttivi. Focalizzandosi sul bene che esprimevano al paziente e sul forte legame affettivo che hanno costruito con il malato.

Creare un senso, permette di non cercare ossessivamente una spiegazione a ciò che di tragico è capitato. Questo spiega perché spesso, chi ha subito un lutto o vive una malattia grave, trasforma il dolore in costruttività, aiutando e prestando assistenza ad altre persone che vivono situazioni simili alla sua.

Un altro modo per costruire un senso, è coltivare la propria spiritualità. La religione diventa un punto di riferimento importante per chi attraversa un momento difficile. Non solo aiuta a trovare un significato in ciò che la vita ci mette davanti ma permette di avere un sostegno all’interno di una comunità di riferimento.

La persona resiliente non accetta passivamente di vivere in balia degli eventi. Anche se non può controllare lutti, malattie, traumi o catastrofi, si assume la responsabilità di gestirne gli effetti.

La frase di Epitteto, condensa in poche parole un concetto di estrema importanza: “Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante. Dovremmo essere più preoccupati di rimuovere i pensieri sbagliati dalla mente che rimuovere gli ascessi e i tumori dal corpo.”

Spesso soffriamo e siamo preoccupati per il modo in cui vediamo le cose, per i nostri timori, piuttosto che per gli eventi realmente vissuti.

Concludendo, potremmo chiederci come potremmo uscire rafforzati dal periodo Covid-19…

Certamente questa esperienza può essere riletta in un modo diverso. Indubbiamente nessuno avrebbe mai voluto affrontare un’esperienza simile, tuttavia una volta finito tutto questo, potremmo uscirne rafforzati, portandoci a casa alcuni insegnamenti.

Quattro insegnamenti

  • Ricordiamo di apprezzare la nostra libertà, che troppo spesso viene data per scontata. La libertà di uscire, di passeggiare guardando i volti delle persone attorno a noi, la libertà di andare a trovare un amico o di bere un caffè in compagnia.

  • Dedichiamo del tempo alle nostre relazioni famigliari e amicali. Questo periodo ci ha fatto comprendere quanto sia importante un abbraccio, una carezza, un momento di condivisione, una cena fra amici. Gesti che talvolta dimentichiamo di elargire, ma che sono vitali. Questa reclusione forzata, che per un periodo ha diviso famiglie, fidanzati, amici, ci ricorda con forza, di quanto sia importante la connessione con l’altro.

  • Impariamo l’umiltà. Qualità fondamentale che ci permette di osservare la vita, con rispetto. Nessuno è immune davanti a una malattia. Soldi, potere, prestigio, dinanzi a un virus non contano nulla. Impariamo a comprendere che come esseri umani abbiamo dei limiti e che vanno rispettati. Trattiamo ogni persona con cura e rispetto, perché nessuno vale più di un altro.

  • Rispettiamo la “casa” in cui abitiamo. In questi giorni dove la frenesia del mondo si è placata, anche la terra ha risposto. L’inquinamento nelle grandi città è calato, è bastato fermarsi per alcune settimane, per avere una riduzione dello smog. Una volta che il virus sarà controllato, ricordiamoci di rispettare e avere cura della nostra casa. Le nostre azioni quotidiane potranno fare la differenza.

Le esperienze negative possono travolgere e abbattere lasciando annientati, oppure possono,  come avviene sul ring,  gettare a terra, senza per questo annullare la forza necessaria per tirarsi nuovamente in piedi e vincere l’incontro. Dipende solo da te.

Meringolo P., Chiodini M., Nardone G. (2016). Che le lacrime diventino perle. Firenze:  Ponte alle Grazie.