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Elaborare il lutto di una persona cara è una delle esperienze più devastanti che la vita possa riservarci. Chi subisce una perdita è come se avvertisse la trama della sua vita squarciata. La perdita segna un prima ed un dopo.

Il nostro vissuto, le nostre emozioni, la percezione della
nostra realtà, vengono modificate e nulla risulta essere come prima.

Lutto: cosa è

Il dizionario definisce così, la parola lutto:http://treccani.it/vocabolario/lutto/

Le persone che si presentano in studio per essere aiutate ad elaborare un lutto, portano con sé, un dolore insostenibile, sia da un punto di vista emotivo che fisico. Non è un caso che la parola Cordoglio, deriva dal latino cor-dolium e significa “cuore che duole”.

Un dolore così grande, dovuto a una perdita, non accade solo
per la morte, ma succede ogni volta che si sperimenta la perdita definitiva di
qualcosa. Quando si sperimenta una mancanza irrimediabile, quando vi è una
rottura finale.

donna che guarda il mare

Risulta evidente che questa perdita può essere data da un
lutto ma può avvenire anche quando una persona che amiamo decide di lasciarci ,
quando perdiamo una parte di noi, ad esempio con la perdita del lavoro, o la
perdita della salute, per citare solo alcuni casi.

Il lutto in tutte le sue forme, è un’esperienza personale.
Il dolore sperimentato è unico ed ognuno ha dei tempi di cicatrizzazione che
non possono essere equiparati a quelli di un altro.

Quando il dolore sembra insuperabile

Nel tempo sono state distinte delle fasi che la persona attraversa con modi e tempi soggettivi e se tutto procede senza blocchi, siamo in presenza di un “lutto normale” (ovvero non patologico). Tuttavia può accadere, che la persona si blocchi , impedendo di fatto, la completa elaborazione della perdita.

Una sana elaborazione del lutto prevede cambiamenti ed evoluzioni, che per quanto siano dolorosi, spingono al cammino senza paralizzarsi e congelare la propria vita. Del resto il dolore del lutto, non guarisce mai del tutto, ma deve decantare poco a poco.

Non è raro trovare persone che rimangono bloccate da una
disperazione estrema, o da rabbia e aggressività nei confronti di chi è
mancato.

Anche il fuggire a tutti i costi dalla sensazione di dolore, cercando di lasciare che sia il tempo a guarire la ferita, risulta illusorio. Come disse Proust : “si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente”. Il dolore evitato non solo si mantiene ma si incrementa nel tempo.

persona che cammina

Il dolore va attraversato, cercare di “non soffrire”, ti porterà solamente ad essere sommerso da continue onde dolorose. Questo vale sia quando la perdita è legata alla morte effettiva di qualcuno, sia quando  ci confrontiamo  con una perdita amorosa.

Strategia per elaborare un lutto

Nella terapia breve strategica, una prescrizione che viene data per elaborare un lutto o per chi viene lasciato dalla persona amata e in qualche modo continua a rivivere l’esperienza dell’abbandono nel suo presente, è il Romanzo del trauma.

Questo esercizio richiede alla persona di narrare ogni
giorno, come se scrivesse un romanzo, ciò che gli è successo. Ogni giorno
rinarrare l’evento, aggiungendo ogni volta un dettaglio in più, produce degli
effetti importanti.

L’espressione del dolore attraverso lo scritto ha un effetto
canalizzatore, fa defluire il flusso emotivo che viene lasciato sulla carta.
Emozioni e sensazioni, che circolano all’interno della persona, una volta
“gettate” su carta, smettono di “risuonare” nella mente .

Inoltre, grazie a studi neurofisiologici, è stato possibile scoprire che sensazioni corporee e sentimenti negativi collegati al trauma vengono immagazzinati nella memoria motoria,mentre i centri del linguaggio sembrano disattivati.

 Attraverso la scrittura, queste sensazioni e sentimenti, vengono elaborati.  E’ come se i ricordi traumatici smettessero di essere bloccati all’interno del sistema nervoso.

Quando avviene, attraverso la scrittura, l’elaborazione dell’evento, le informazioni legate al trauma doloroso, si trasferiscono alla memoria narrativa e le sensazioni corporee ed i sentimenti negativi scompaiono.

Inoltre scrivere ogni giorno la propria esperienza, porta la persona ad abituarsi a ripercorrere certi ricordi. Come disse Esopo: “ L’abitudine rende sopportabili anche le cose più spaventose.”

Scrivere la storia è un modo per sbarazzarsi del passato.” (J.W.von Goethe)