Ossessioni e Compulsioni: ovvero il DOC

Quando la mente entra in un corto circuito, può diventare prigioniera del disturbo ossessivo-compulsivo, il cosiddetto DOC.

Ossessioni e compulsioni che entrano nella vita della persona, tali da interferire nella sua quotidianità.

Le Ossessioni sono idee, pensieri, immagini persistenti che la persona vive come intrusive e disturbanti creando ansia e disagio.

Le Compulsioni sono comportamenti ripetitivi e sono collegate alle ossessioni. La persona si sente in obbligo a metterle in atto, in base alla sua ossessione o a determinate regole che si impone (controllo compulsivo di porte e fornelli, lavaggio continuo delle mani, ripetizione mentale di formule o numeri, ecc)

Il tentativo di trovare una rassicurazione a una paura o la ricerca sfrenata di sensazioni (vedi shopping compulsivo o strapparsi i capelli) strutturano questa patologia.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, vorrei esporre 5 motivazioni specifiche che possono attivare azioni e pensieri compulsivi:

1. Il Dubbio che innesca il bisogno di risposte rassicuranti : ad esempio si potrebbe sviluppare  il dubbio di essere infettati o di essere contagiati da una malattia, attraverso il contatto di un agente infettante. A questo punto, la persona o cerca di prevenire in tutti i modi la potenziale infezione, oppure se crede di essere già infetta, attuerà delle modalità di disinfezione.

Un altro esempio è lo studente che prende un ottimo voto ad un esame e casualmente quello stesso giorno si è vestito in un certo modo e ha percorso una determinata strada per andare a scuola.

All’esame successivo eseguirà lo stesso copione,indossando gli stessi abiti e facendo la stessa strada, fino a farla diventare una compulsione irrefrenabile per tutti gli esami, nella paura che se non la mettesse in atto, verrebbe bocciato (rituale propiziatorio)

2. Ritualità che deriva da una rigidità di idee, di moralità o di credenza superstiziosa: ad esempio, temo di aver commesso un peccato, di conseguenza avverto l’estremo bisogno di pregare compulsivamente per espiare la colpa (rituale riparatorio).

Devo resistere a una tentazione ma essendo difficile mi sottopongo a un rituale preventivo, ad esempio, docce fredde ogni volta che sento impulsi erotici.

Voglio che la giornata vada bene o cerco una protezione dal male per me ed i miei cari, di conseguenza la mattina metto in atto dei rituali propiziatori, come lunghe sessioni di preghiere.

3. Iper-razionalità: più cerco e voglio trovare sicurezza, meno la trovo. Cerco in tutti i modi di prevenire gli errori ma blocco l’azione. Prima di prendere una decisione analizzo ogni possibilità ma così facendo non riesco più a decidere rapidamente.

Ad esempio, un ragioniere, nella convinzione di aver commesso degli errori, controlla ripetutamente i calcoli, controllando ossessivamente, sino a bloccarsi e non portare a termine il compito.

4. Atti di sana prevenzione, portati all’estremo: la prevenzione si trasforma in fobia. Una donna attenta alla pulizia di casa, può esasperare questa attenzione all’igiene, trasformandola in una maniacalità fobica. Trasformando la propria casa in un tempio della pulizia.

5. Effetti di una esperienza traumatica: dopo un trauma la persona può sviluppare dei pensieri o dei comportamenti che hanno effetti sedativi o che proteggano da eventi indesiderati. Un caso è quello di una donna vittima di abuso, che dopo l’evento, si lava in maniera esasperata, per cercare di “lavare via” l’esperienza traumatica.

Una volta che nella vita della donna si presenta un evento che può essere associato alla violenza accaduta, questa modalità tende a strutturarsi come compulsione irrefrenabile.

Diventa un rituale di purificazione; il lavaggio compulsivo ha il compito di alleviare l’ansia e l’angoscia associate al senso di sporco, nello stesso tempo invalida la vita della persona.

Come abbiamo visto le ritualità compulsive che la persona mette in atto, possono essere di 3 tipi: preventive, propiziatorie, riparatorie.
Questo disturbo si presenta in modo subdolo, perché le motivazioni originarie che innescano il problema, possono essere logiche e ragionevoli.

Di conseguenza per prevenire bisogna prestare attenzione a quando un comportamento o atteggiamento presenta le seguenti componenti:

 Inevitabilità
 Irrefrenabilità
 Ritualità

Nella prospettiva della Terapia Breve Strategica l’intervento consiste nell’utilizzo di tecniche e stratagemmi creati sulla logica di mantenimento del disturbo e nello sbloccare le tentate soluzioni disfunzionali che nutrono il disturbo stesso: la strategia dell’ evitare ogni situazione temuta, la richiesta di aiuto e rassicurazioni da parte delle persone vicine e la messa in atto di una sequenza ritualizzata di azioni.

 

“Sovente i nodi della tirannia vengono stretti da noi stessi”

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