fbpx

Dieta paradossale, un termine che per molti è ancora sconosciuto,però prima di capire di cosa si tratta, facciamo una premessa.

Le diete dimagranti funzionano? Certo, se seguite ti aiutano a perdere peso.

Si riescono a mantenere i risultati ottenuti? Nella grande
maggioranza dei casi, assolutamente no.

Di conseguenza il problema non è seguire una delle numerose
diete proposte da nutrizionisti, tv e giornali, il reale problema è il
mantenimento di queste nel tempo.

In ogni dieta c’è un tentativo di controllo che fa perdere
il controllo perchè non tengono conto che il nostro rapporto con il cibo si
basa sul piacere. Ogni dieta invece si basa sull’idea del controllo, del
sacrificio e della limitazione e nel tempo tutto ciò diventa insopportabile
perché interferisce con la sensazione naturale del piacere.

Sempre più studi sulla mente dimostrano che essa è un
tutt’uno con le nostre sensazioni primitive, come ad esempio la fame, di
conseguenza queste sensazioni vanno gestite e non represse, per evitare
squilibri che nel tempo possono portare anche a patologie importanti (disturbi
alimentari)

Di seguito verranno illustrati i tentativi di soluzione fallimentari che vengono messi in atto da chi vuole perdere peso.

Tentativi che mettendo in atto la Dieta paradossale si vanno automaticamente ad annullare.

Infatti se in un primo momento possono sembrare logici, non tengono conto del contrasto tra sensazioni e volontà.

Più è proibito più lo desidero

Torta con panna
Torta con panna

Soluzione che sembra apparentemente logica è vietarsi i cibi
calorici, ma questo porta a un paradosso, più è vietato , più lo desidero.

Alla luce di questo meccanismo, una dieta per non essere
fallimentare, dovrebbe evitare di fare una rigida divisione tra cibi permessi e
cibi proibiti.

Un successo che è apparente

Effetto yo-yo
Effetto yo-yo

In apparenza una dieta restrittiva mi fa perdere peso, anche
a costo di un immenso sacrificio ma è proprio il successo nel perdere peso, che
fa sì che in seguito tale sacrificio non sia più mantenuto.

Il cosiddetto effetto yo-yo che molte persone conoscono è
dato da questo meccanismo. Ho un successo nel breve termine e un insuccesso nel
tempo, ciò crea l’illusione che prima o poi riuscirò a mantenere il risultato
ottenuto.

Per evitare le tentazioni, rinuncio

Donna che guarda il cibo
Donna che guarda il cibo

Questa strategia è messa in atto da persone che per
mantenere la linea sono sempre sulla difensiva rispetto a ogni forma di
tentazione alimentare. Rinunciano a ogni cosa li possa mettere in pericolo e far
perdere loro il controllo sul cibo.

Questo comportamento conduce a un paradosso: se ho successo
diventerò poco desiderabile, perché rigido e triste, sempre attento a mantenere
il controllo e privandomi del piacere per il cibo. Se fallisco, avrò un crollo
devastante, abbandonandomi completamente al mangiare ed al bere, ingrassando
inevitabilmente.

Non ci riesco, mi lascio andare

La dieta fallisce
La dieta fallisce

Questa soluzione fallimentare ha il sapore della resa. Vi è
una ribellione completa nei confronti del sacrificio alimentare. Per chi mette
in atto questa strategia è impossibile stare a dieta, ogni volta che ci
provano, falliscono, di conseguenza si lasciano andare al piacere della buona
tavola. Solitamente interrompono anche l’attività fisica.

Consumo più di quanto mangio

Persone che corrono
Persone che corrono

Il meccanismo che scatta in questo caso è questo: “ dal
momento che non riesco a stare a dieta, cerco di fare attività fisica e
consumare più di quanto mangio”.

Ciò che non viene considerato è che i conti non tornano mai
e questo in virtù del fatto che intervengono fattori psicologici che possono
portare all’insorgenza di una vera e propria patologia.

Spesso l’esercizio fisico diventa una vera e propria
ossessione diventando nel tempo insostenibile. Inoltre con molto esercizio
fisico scatta una trappola: aumenta l’appetito sia per una naturale
stimolazione fisiologica, sia perché il cibo diventa un premio dopo il
massacrante lavoro fisico.

Inoltre un aspetto da non dimenticare è che l’attività
fisica massacrante è difficile da mantenere nel tempo e anche se alcuni
soggetti riescono a non mollare, spesso possono sviluppare una patologia
denominata exercising. Un disturbo ossessivo-compulsivo che si manifesta in un
ossessione irrefrenabile per l’attività fisica , con conseguenti abbuffate o
per contro restrizione alimentare.

Mangio e poi vomito

Donna che vomita
Donna che vomita

Ai tempi dell’antica Roma si tenevano ricchi banchetti dove
le persone si abbuffavano con quantità di cibo enormi per poi provocarsi il
vomito e ricominciare a mangiare. Ai tempi nostri questo metodo inizialmente
viene attuato per mantenere il peso o dimagrire ma nel tempo si trasforma in
una compulsione irrefrenabile.

Mangiare e vomitare, è una patologia compulsiva che negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo, anche se spesso viene confusa con la bulimia o l’anoressia. (puoi approfondire qui https://www.michelacampanella.it/vomitare-anoressia-bulimia/)

Anche questa strategia è una trappola che presenta degli
svantaggi. Anche se la persona riuscisse a mangiare e vomitare, senza cadere
nella patologia compulsiva, alla lunga non otterrebbe i risultati sperati. L’organismo
tende  a difendersi dagli effetti del
vomito, trattenendo ciò che può senza più selezionare. Ciò che si voleva
evitare si realizza e il corpo tenderà a prendere peso rapidamente e con minori
quantità di cibo rispetto al solito.

Il miracolo della pasticca

Dieta delle pastiglie
Dieta delle pastiglie

In questo caso si assiste all’effetto delega , affidando la
propria salute fisica a farmaci e cosmetici. 
Ogni farmacia ha in bella vista farmaci che riguardano l’alimentazione:
prodotti dietetici, sostanze per non assimilare i grassi, regolatori
intestinali, ecc. Questi prodotti nel peggiore dei casi sono totalmente
inefficaci, nel migliore, possono rappresentare un coadiuvante accanto a
un’alimentazione sana ed una regolare attività fisica.

Tuttavia il potere della pubblicità,  li rende efficaci, seppure siano inutili e
ingannevoli. L’effetto delega  conferma
alla persona di essere senza risorse, incapace di poter farcela da sola e
questo è pericolosamente deleterio. Per mantenere la linea è importante che il
soggetto si assuma la responsabilità di mantenere un peso sano e acquisisca
fiducia nelle proprie risorse personali.

La Dieta paradossale

Dieta paradossale
Dieta paradossale

Avendo visto i tentativi errati che solitamente vengono
messi in atto da chi decide di perdere peso e aver capito che anche se in un
primo momento funzionano , poi cessano di produrre gli effetti desiderati, ne
consegue che se vogliamo ottenere ciò che desideriamo dobbiamo mettere
d’accordo piacere e controllo.

Le modalità fallimentari 
hanno in comune un aspetto, quello del tentativo di controllo che fa
perdere il controllo, ma come abbiamo detto, è proprio questo tentativo di
controllo attraverso divieti e restrizioni che rende più desiderabile il cibo.

Nei fatti, chi si concede il piacere di ciò che desidera, dopo un po’ non lo desidera più così tanto. Il concedersi il piacere può condurre all’acquisizione di un controllo equilibrato sul cibo.

Ed ecco che la soluzione più funzionale diventa la Dieta paradossale.

Se mi concedo ciò che mi piace, dopo un po’ questo smetterà
di piacermi così tanto e diventerà possibile rinunciarvi senza fatica.

Ma così facendo non ingrasserò?

La domanda è legittima ma abbiamo detto che la razionalità
in questo campo è poco efficace, ed è per questo che la nostra Dieta Paradossale, prevederà un’altra
indicazione: concediti il piacere solo e soltanto nei 3 pasti.

Con questo stratagemma il piacere ed il dovere collaboreranno e ci sarà un processo di autoregolazione piuttosto che il controllo forzato. Il mantenimento della linea sarà un piacevole effetto collaterale.

“Nessuno può vivere
senza il piacere” (T.d’Acquino)